Per inquinamento s’intende il degrado dell’ambiente causato dall’immissione, da parte dell’uomo, di sostanze che ne alterano le caratteristiche chimico - fisiche. Sempre più spesso apprendiamo notizie (dalla stampa,dalla radio,dalla televisione) che riguardano il deterioramento della qualità dell’aria, l’agonia del mare, la distruzione delle foreste tropicali, la lacerazione dello strato di ozono, l’effetto serra, le piogge acide, la scomparsa di intere specie animali. Per comprendere e valutare la gravità del pericolo che corre la natura è necessario innanzitutto rendersi conto che l’ambiente non è qualcosa di esterno a noi, ma è un insieme di elementi che condiziona la nostra esistenza e viceversa.
- l'inquinamento atmosferico
- degrado ambientale
- l'inquinamento dell'acqua
- l'inquinamento del suolo
- traffico veicolare
- biodiversità
-
amianto
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno assai più complesso di quanto sembri: il maggiore responsabile è indubbiamente l’uomo, il quale provoca direttamente o indirettamente, l’aumento delle “impurezze” presenti nell’aria.
Esso è molto più frequente in quei paesi nei quali si registra un’alta densità demografica e una forte concentrazione industriale.
Uno degli inquinanti più comuni nell’aria delle nostre città e l’anidride solforosa prodotta dalla combustione di carbone e idrocarburi.
A causare l’inquinamento sono soprattutto gli scarichi delle auto, del riscaldamento delle case e quelli industriali che immettono nell’atmosfera veleni. Negli ultimi decenni il problema ambientale è entrato anche in politica, promuovendo dibattiti, innescando polemiche, ma tutti continuano imperterriti a fare scempio dell’ambiente. La situazione in Italia è preoccupante.
L’anno scorso, tra tutte le città dell’Unione Europea, le nostre sono state quelle in cui il livello di attenzione ( dovremmo chiamare di allarme ) è stato superato più spesso : gli inquinanti nell’aria erano tali da far scattare il blocco parziale della circolazione. Ormai è certo chi vive in città è costretto a respirare un aria da 10 a 100 volte più inquinata di quella di campagna.
Fino a tre decenni fa, ben pochi – e generalmente isolati – erano i soggetti che cercavano di richiamare l’attenzione sui processi di degrado che stanno gravemente deteriorando le condizioni di vita sul pianeta per esseri umani, animali, piante.
Oggi la consapevolezza del problema si è considerevolmente accresciuta, e ci rendiamo conto che si tratta di una delle più pesanti eredità, che il ventesimo secolo lascia a quelli che lo seguiranno.
Per degrado ambientale si intende ogni forma di alterazione degli equilibri naturali esistenti, provocati dalla produzione industriale o dal nostro stile di vita.
L’acqua è forse la più importante tra le nostre risorse. Un uomo può sopravvivere senza cibo per settimane, ma senz’acqua morirebbe in pochi giorni. Nonostante la nostra dipendenza dall’acqua, usiamo i bacini (fiumi, laghi, mari ) come scarichi per ogni sorta di rifiuti e facciamo davvero poco per proteggere le nostre riserve d’acqua, portandoci a parlare d’inquinamento.
Le cause più comuni d’inquinamento dell’acqua possono essere raggruppate nel modo seguente:
L’inquinamento dell’acqua si può suddividere in tre forme:
- L’inquinamento domestico (o urbano): che è quello proveniente dalle fogne delle città. Ognuno di noi consuma da 100 a 200 litri di acqua potabile al giorno, quest’acqua più o meno sporca, finisce nei tubi di scarico, di lì nelle fogne e in genere, senza alcun trattamento di depurazione nei fiumi e poi in mare.
- L’inquinamento industriale: provocato dagli scarichi delle industrie che contengono una grande varietà di inquinanti.
- L’inquinamento agricolo: che rappresenta un’altra importante fonte d’inquinamento delle acque ed è dovuto all’uso sempre più diffuso di insetticidi, erbicidi, fertilizzanti.
Il suolo è un corpo dinamico costituente lo strato superficiale della crosta terrestre.
Esso è una risorsa finita e non rinnovabile.
L’ inquinamento del suolo consiste nell’alterazione delle caratteristiche di purezza di questo elemento di fondamentale importanza;
Le aree interessate dalle forme più gravi di inquinamento sono in genere sede di:
• impianti di trattamento e smaltimento rifiuti abusivi o non realizzati secondo gli standard
normativi.
• attività industriali con processi e lavorazioni per la produzione di sostanze chimiche di varia
natura maggiormente a rischio ( complessi petrolchimici, industrie chimiche, fonderie,
industrie artigiane dove si effettuano lavorazioni che richiedono l’uso di solventi);
• attività di servizio, come ad esempio i distributori di carburante ed i depositi di idrocarburi;
• aree interessate da versamenti accidentali di sostanze inquinanti a causa di incidenti
stradali, errori operativi in fase di alimentazione di impianti, non idoneo deposito in
contenitori o cattiva tenuta di tubazioni interrate.
In tali aree si rende necessario intervenire e provvedere alla bonifica dei terreni o alla loro messa in sicurezza. La bonifica consiste nell’insieme dei lavori e delle opere per rendere abitabile o coltivabile un terreno inquinato o malsano.
LE CAUSE DELL’INQUINAMENTO DEL SUOLO
Le principali cause dell’inquinamento del suolo sono:
Appare opportuna un’analisi del contenuto di alcune di queste cause per andare veramente a fondo al problema:
I RIFIUTI si distinguono in: solidi, liquidi, gassosi.
Per la loro origine e la loro pericolosità i rifiuti si distinguono in: urbani, speciali, tossici
e nocivi e radioattivi.
Una volta classificati i rifiuti è opportuno parlare del loro riciclaggio e delle tecniche di smaltimento:
- RICICLAGGIO
Tutti i rifiuti possono essere in tutto o in parte riciclati, riutilizzando le materie prime o ricavandone altri prodotti. In Italia solo il 7% dei rifiuti prodotti è riciclato così è stata emanata una legge che dispone l’obbligo per le amministrazioni locali di provvedere alla raccolta differenziata dei rifiuti, così da incentivare il riciclaggio. Riciclare vuol dire trasformare i rifiuti in sostanze utili.
- TECNOLOGIE DI SMALTIMENTO: Il problema dello smaltimento dei rifiuti diventa sempre più pressante. Questa enorme massa spesso viene abbandonata in modo incontrollato nell'ambiente che risulta deturpato da ogni genere di sporcizia.
Due sono le tecniche di smaltimento più diffuse:
Il sistema più comune e tradizionale di smaltimento dei rifiuti cittadini è quello dell'affidamento alle discariche. I rifiuti solidi dai cassonetti della spazzatura vengono prelevati e trasportati in luoghi lontani dai centri abitati; qui vengono sistemati e opportunamente trattati nelle discariche controllate, solitamente vengono periodicamente ricoperti con materiali adatti ad evitare inconvenienti di carattere igienico. Va però segnalato un grave e diffuso fenomeno che è quello delle discariche abusive: luoghi all’aria aperta nei quali vengono abbandonati abusivamente ed incontrollatamente cumuli di rifiuti, con gravi problemi igienici perché costituiscono un richiamo e un rifugio per insetti e topi.
Un inceneritore è costituito essenzialmente da un apposito forno in cui i rifiuti solidi vengono bruciati su griglie mobili producendo anidride carbonica, ossidi di zolfo, ossidi di azoto, gas inquinanti e scorie non gassose tipo ceneri, polveri e residui solidi incombustibili.
Allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani provvede il comune direttamente o mediante aziende municipalizzate ovvero mediante concessioni a enti o imprese specializzate a ciò autorizzate.
I rifiuti speciali e quelli tossici e nocivi devono essere smaltiti dai prodotti dei rifiuti stessi nel rispetto delle norme regionali in materia.
Ogni giorno possiamo verificare che il traffico dei veicoli sulle strade delle nostre città è in crescente aumento. E’ intuitivo che l’inquinamento prodotto dai gas di scarico dei veicoli incide soprattutto ed in maniera diretta sull’elemento aria. E’ altrettanto intuitivo, però, se ci fermiamo a riflettere, che le sostanze inquinanti liberate nell’ambiente dai veicoli, presto o tardi, ricadono al suolo.
E’ il fenomeno della deposizione sul suolo degli ossidi di carbonio e di zolfo derivanti dalla combustione della benzina; fenomeno che risulta più gravemente rilevabile in prossimità delle principali vie di comunicazione cittadine, data la maggiore intensità su di esse del traffico veicolare.
E’ opportuno ricordare che questa causa d’inquinamento può essere sensibilmente ridotta attuando alcuni semplici comportamenti che sono indice di civiltà, quali ad esempio.
L’insieme di questi agenti inquinanti causano:
Come per le cause così anche per gli effetti dell’inquinamento del suolo è opportuna un’analisi più o meno ampia di alcuni di questi argomenti.
Il termine biodiversità è comunemente usato per descrivere il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi.
La diminuzione o perdita della biodiversità è la malattia o morte di singoli individui o di intere popolazioni a causa dell’inquinamento, che produce effetti a livello di comunità.
Molti sono i fattori di rischio che conducono alla perdita di biodiversità e più in generale all’aumentare dell’inquinamento globale. Ecco i principali:
L’incremento demografico consiste nel continuo aumento della popolazione che comporta il bisogno di accrescere la produzione agricola e spesso si traduce in sfruttamento indiscriminato , purtroppo deleterio, del suolo e quindi conseguente riduzione o perdita di biodiversità.
Le piogge acide sono precipitazioni atmosferiche con valore di pH inferiore a 5,6 che danneggiano alberi e colture dal momento che è stato dimostrato che interferiscono con la crescita e la resa di molte piante coltivate.
L’ozono, data la sua
struttura triatomica, agisce da schermo protettivo alle radiazioni UV che
potrebbero causare seri danni climatici e biologici se raggiungessero
direttamente la Terra.
Alcuni cicli alimentati dall’immissione nell’atmosfera di clorofluorocarburi
usati nelle confezioni spray come propellenti e influenzati dalle attività umane
avrebbero provocato il “buco”, ossia l’assottigliamento dello strato di ozono
L’eutrofizzazione è l’inquinamento cronico delle acque che produce una crescita smisurata di alghe, per cui le sostanze nutritive dell’ambiente acquatico e l’ossigeno si esauriscono provocando una notevole moria di pesci. Causa prima dell’eutrofizzazione sono i detersivi ed i concimi chimici.
L’effetto serra
La temperatura media annua della Terra si aggira intorno ai 15°C.
Le attività umane hanno alterato le concentrazioni medie dei gas atmosferici, responsabili dell’effetto serra naturale, e hanno liberato in tutto il mondo grandi quantità di gas, soprattutto anidride carbonica: l’aumento, infatti, della percentuale di anidride carbonica nell'atmosfera impedisce la dispersione di calore, causando un graduale aumento della temperatura della superficie terrestre che costituisce appunto il fenomeno che, comunemente, indichiamo come effetto serra. L’anidride carbonica è responsabile di almeno la metà dell'effetto serra di origine umana.
Per prevenire o almeno limitare questi effetti pericolosi, gli stati del mondo hanno firmato nel1992 a Rio de Janeiro un trattato giuridicamente vincolante. L’articolo 2 di questa Convenzione sul Clima contiene l’impegno a ridurre a livello mondiale le emissioni dei gas che hanno effetto sul clima in modo da raggiungere la stabilizzazione della concentrazione dei gas che provocano l’effetto serra nell’atmosfera ad un livello che impedisca all’uomo di danneggiare il sistema climatico.
La diossina, che è un sottoprodotto della sintesi di antiparassitari, erbicidi e preservanti del legno, è causa di tumori e anomalie congenite in animali di laboratorio (e forse anche nell’uomo).
Malgrado possa essere distrutta bruciandola ad altissime temperature, essa rimane dove viene scaricata e, poiché si deposita nei grassi, è soggetta ad accumulo biologico.
L’AMIANTO
Una causa di inquinamento rilevata molto spesso durante la mappatura del nostro territorio, è quella dell’AMIANTO.
L’amianto ha ottime caratteristiche, chimiche e meccaniche, è resistente agli agenti chimici e biologici, non infiammabile ed è molto flessibile; per tali motivi è stato ampiamente impiegato nell’edilizia:
· Come materiale spruzzato per il rivestimento di strutture metalliche e travature,
· Negli elementi prefabbricati,
· Negli intonaci,
· Nei pannelli per controsoffittature,
· In alcuni elettrodomestici,
· Nei guanti da forno,
· Nei teli da stiro,
· All’interno degli sportelli delle caldaie.
Adesso e ormai da anni , questo materiale non è più utilizzato perché si è rivelato tossico.
L’amianto compatto e in buone condizioni non è di per se pericoloso, lo sono invece le fibre rilasciate. Il rilascio delle fibre d’amianto può avvenire maggiormente durante i lavori di manutenzione, di ristrutturazione, ma anche durante lo smantellamento di vecchie tubazioni dell’impianto di riscaldamento o nella rimozione di guarnizioni di caldaie o infine per dilavamento dovuto alle piogge su coperture in fibrocemento. Le fibre possono inoltre inquinare l’acqua quando le sorgenti attraversano strati geologici con giacimenti di amianto, o quando il trasporto idrico avviene in tubature costruite in cemento e amianto.
E’ particolarmente dannoso respirare polveri contenenti percentuali di amianto, infatti esse hanno effetto sui polmoni causando alcune patologie come pneumoconiasi, cancro del polmone e mesotelioma. Secondo la classificazione dell’AIRC, l’amianto è considerato come una sostanza cancerogena.
Qualora si individuassero materiali contenenti amianto, deve essere attuato un programma di controllo periodico e manutenzione da parte di personale tecnico specializzato che verifichi se il materiale è in buone condizioni, duro e compatto, difficilmente danneggiabile.
Quando si riscontra che il materiale contenente amianto è friabile, danneggiato o deteriorato, è necessario richiedere un intervento di bonifica. Le tecniche di bonifica previste dal DM 6/9/94 sono: la rimozione, l’incapsulamento e lo sconfinamento.
Il trattamento va seguito da ditte specializzate e autorizzate per garantire che le procedure avvengano secondo quanto stabilito dalla norma. I nominativi si possono trovare sulle pagine gialle alla voce Amianto – Bonifica e smantellamento.
Se si sospetta la presenza d’amianto in una abitazione, proprietari o inquilini possono richiedere un sopralluogo gratuito dall’ASL. Se si riscontrano anomalie, i costi della bonifica sono a carico del proprietario dell’immobile, che può godere dell’agevolazione del 36% prevista per le ristrutturazioni.